IDENTIFICAZIONE CRIMINALI ONLINE

Grazie alla gestione del metodo creato dall'Emme Team, che opera negli Stati Uniti d'America, ora anche in Italia é possibile 

non solo fermare qualsiasi tipo di distribuzione illecita di materiale online, permettendo a tutte le vittime del web di sconfiggere l'incubo che ogni giorno li affligge, ma anche individuare i responsabili e raccogliendo le prove per denunciare i criminali alla Giustizia.

COME FUNZIONA IL METODO EMME PER L'IDENTIFICAZIONE DEI CRIMINALI ONLINE

 

Il team opera sotto la legislazione statunitense che tutela le proprietà intellettuali digitali (D.M.C.A. - Digital Millennium Copyright Act) e le leggi statunitensi vigenti in materia di distribuzione illegale di materiale personale e Revenge Porn, inviando ai gestori dei siti internet e dei server, da dove le persone possono scaricare i filmati illegali, le richieste di blocco. Da quel momento i riceventi hanno 15 giorni di tempo per interrompere la violazione o diventano a loro volta responsabili del crimine.

 

Ma il vero vantaggio per chi é colpito da Haters, Finti Profili, Falsificazione di Identità, così come pirateria multimediale e ogni altro tipo di violazione online, é che grazie poi al sistema legale presso le Corti Federali Statunitensi, é finalmente possibile arrivare a conoscere l'identità del proprietario del sito pirata (per fare un esempio), della persona abbonata a quel sito pirata o che usa altri website per condividere e distribuire materiale illegale, di chi ha caricato il video in oggetto alla violazione, e molte altre informazioni, che permettono finalmente l'individuazione di chi ha commesso il crimine, in tempi brevissimi. Oltre alla possibilità di chiedere e ottenere i danni da parte di quelle compagnie che hanno permesso il crimine. Ricordiamo che il servizio gratuito é composto dalla verifica della violazione indicata, la richiesta di blocco e la certificazione del reato tramite Take Down(s) Service statunitense, controllo del blocco e feedback con aggiornamento.

 

La procedura corrisponde, una volta inviata la richieta di blocco, nel chiedere ai giudici federali statunitensi di ordinare (avendo provato il dolo tramite il sistema automatizzato DMCA) a chi possiede domini e server di fornire ogni informazione utile sul responsabile del crimine. Questi sono i tabulati internet, ovvero la registrazione di ogni attivita’ di chiunque passi da un server internet americano. Dati salvati proprio per permettere future investigazioni e l'individuazione di chi quelle violazioni le commette.

 

Un sistema di monitoraggio e registrazione non presente in Italia, anche per il fatto che i siti e la loro posizione fisica é negli USA, e per questo sotto la giuristizione delle sue leggi statali e federali. In pratica, se una vittima segue questa procedura fa in modo che non esistano più leoni da tastiera o haters, perché tutti possono passare da ignoti a noti.

In tal modo, la vittima potrà andare dalle Autorità Italiane e finalmente dare i nomi dei responsabili, aiutando le forze dell’ordine a fermare questi crimini.

PROVA DEL FUNZIONAMENTE E RISULTATO

Invece di aspettare mesi di indagini, la vittima può di fatto aiutare le forze dell'ordine italiane, portando direttamente a loro, tramite la propria denuncia, l'identita' del criminale, tramite una certificazione della corte statunintense, che come vedremo in seguito potra' essere senza problemi (come e' gia' successo per decine di denunce e investigazione partite grazie al lavoro di EMME TEAM) accettata anche in Italia.

Di fatto, EMME TEAM é riuscito a fare in pochi mesi quello che tutte le vittime attendono da anni, ovvero far imporre (nel loro territorio) alle compagnie dei Social Network, tramite ordine di un giudice americano, di comunicare chi si nasconde dietro alla tastiera. 

Uno di questi ordini é quì di seguito riportato:

Sequendo la procedura di compilazione del modulo che trovate sulla pagine di queste website, sarete contattati per procedere alle richieste di blocco del materiale illegalmente diffuso, ma nel contempo potrete accedere al servizio che permette quanto qui sopra riportato. Ovvero, tradotto in italiano:

FACEBOOK/INSTAGRAM SONO COMANDATI di produrre orario, data e luogo dei documenti illegalmente diffusi (in questo caso foto rubate da un profilo Instagram e usate per l'apertura di un fake account), le informazioni archiviate elettronicamente o oggetti, per consentire l'ispezione, la copia, il collaudo o il campionamento del materiale: informazioni sufficienti ad identificare la persona responsabile del caricamento e della distribuzione dei materiali in violazione, identificati nella lettera di accompagnamento allegata (richiesta di Subpoena). Questo include il nome della persona, l'indirizzo fisico, l'indirizzo IP, il numero di telefono, l'indirizzo e-mail, le informazioni di pagamento, gli aggiornamenti dell'account e la cronologia dell'account.

Stesso risultato se la richiesta é per conoscere il vero proprietario di un website usato per la pirateria multimediale di film, telefilm, programmi televisivi, musica ed editoria. EMME TEAM é arrivato a far ordinare dal giudice statunitense alla compagnia GoDaddy di far conoscere l'identità della persona che tutte le forze dell'ordine in Italia stanno cercando, perche' vero responsabile della quasi totalita' dei siti pirata.

Come potete vedere quando viene consegnato il documento o tabulato internet e' la stessa società di hosting dei siti e/o di registrazione dei domini in oggetto al Subpoena che certifica alla corte e al denunciante la genuinita' delle informazioni.

In questo caso, GoDaddy ha fornito 14 anni di attivita' illegali di questa persona a EMME TEAM. E ora i nostri legali hanno potuto citare per i nostri clienti questo criminale in corte federale, per la richiesta di danni.

Queste stesse informazioni sono state anche inoltrate, con tatno di firma a certificazione dello stesso giudice americano, a ben tre Procure della Repubblica Italiana, che stanno grazie a questo conducendo indagini che riguardano tutti i crimini connessi a quei siti internet.

L'esempio qui riportato dimostra come

é facimente possibile conoscere ogni attivita' della persona, una volta dimostrato il dolo, grazie al sistema automatizzato DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

Per i nostri cliente e molte vittime del web, siamo stati cosi' in grado di recuperare anche l'identita' di stalker, arrivando a bloccare estorsioni online, fornendo prove importanti ai Pubblici Ministeri Italiani.

Con Twitter siamo stati in grado di recuperare un intero anno di attivita' illegale da parte di un colpevole di Revenge Porn, malgrado questi avesse nel frattempo cancellato i messaggi inviati alle sue vittime.

Queste procedure ci permettono anche di ottenere posizioni GPS, cronologie, messaggi WhatsApp e di altri sistemi di chat online, senza aver bisogno di avere il dispositivo elettronico di chi commette l'illecito o della vittime.

S

ACQUISIZIONE DELLE PROVE CERTIFICATE IN CORTE FEDERALE PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

L’Art. 234 c.p.p. prevede l’acquisizione di “documenti”:

“È consentita l'acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo”

 

L’Art. 238 c.p.p. prevede l’acquisizione di verbali di prova di altro procedimento:

 

1. È ammessa l'acquisizione di verbali di prove di altro procedimento penale se si tratta di prove assunte nell'incidente probatorio o nel dibattimento.

2. È ammessa  l'acquisizione di verbali di prove assunte in un giudizio civile definito con sentenza che abbia acquistato autorità di cosa giudicata.

2-bis. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 i verbali di dichiarazioni possono essere utilizzati contro l'imputato soltanto se il suo difensore ha partecipato all'assunzione della prova o se nei suoi confronti fa stato la sentenza civile.

3. È comunque ammessa l'acquisizione della documentazione di atti che non sono ripetibili. Se la ripetizione dell'atto è divenuta impossibile per fatti o circostanze sopravvenuti, l'acquisizione è ammessa se si tratta di fatti o circostanze imprevedibili.

L’Art. 78 disp. Att. Cpp. recita “l’acquisizione di atti di un procedimento penale compiuti da autorità giudiziaria straniera deve avvenire a norma dell’art. 238 c.p.p.”.

Il termine “acquisizione di atti di un procedimento penale” deve essere inteso nel senso che gli atti da richiedere non devono avere ad oggetto atti formatisi nel corso di un procedimento penale straniero bensì che detti atti devono entrare a far parte in un procedimento penale in Italia. Per quanto concerne gli atti compiuto dalla Polizia Giudiziaria viene introdotta una distinzione, a seconda che si tratti di atti ripetibili o non ripetibili.

In applicazione di questa regola, senza dover necessariamente ricorrere alla rogatoria, la polizia italiana può, quando non si valga di una specifica delega del giudice o del P.M. (nel qual caso la sua attività si imputerebbe direttamente al giudice o al P.M.) acquisire informazioni e documenti all'estero nell'ambito dei canali, anche informali, della collaborazione internazionale. Tale attività informativa, che avviene sempre su base consensuale, non implica alcun profilo direttamente attinente alla sovranità degli Stati e nè l'art. 729 c.p.p., nè altre norme, vietano lo scambio di documenti e informazioni tra polizie di vari paesi, che la consuetudine internazionale conosce da sempre e, anzi, tende a istituzionalizzare, attribuendo loro una tendenziale funzione probatoria (e questo include l'invio dei tabulati internet ottenuti da EMME TEAM e certificati dalla Corte Federale).

 

 

L'efficacia e l'utilizzazione delle informazioni e delle fonti di prova raccolte all'estero (come nel caso di atti amministrativi di carattere informativo, quali i tabulati dei transiti alla frontiera, trasmessi spontaneamente dalla polizia straniera) possono dunque prescindere, quando esse non afferiscano ad attività di acquisizione probatoria direttamente ascrivibile al giudice o al magistrato del pubblico ministero, dal riferimento all'art. 727 c.p.p. e ss. e deve essere affrontato in modo non dissimile da quanto avviene per le analoghe fonti di prova di origine nazionale.

Il citato indirizzo interpretativo è stato ulteriormente condiviso dalla Suprema Corte, con la precisazione che le informazioni emerse all'interno di un procedimento penale all'estero, che spontaneamente ed autonomamente l'Autorità giudiziaria di uno Stato offra all'Autorità giudiziaria italiana, restano estranee all'area dell'inutilizzabilità speciale di cui all'art. 729, comma primo, cod. proc. pen., che attiene alle sole rogatorie "all'estero" (Sez. 2, Sentenza n. 44673 del 12/11/2008, dep. 1/12/2008, Rv. 242209).

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In conclusione ne consegue che il tabulato internet ovvero qualsiasi documento ottenuto attraverso la procedura dei subpoena rientra nella nozione di documento acquisibile ai sensi dell’art. 234 cpp. Inoltre se la controparte dovesse eccepire l’illegittimità/illiceità della provenienza del documento è sufficiente far certificare dalla Corte Federale l’originalità della detta documentazione e farla trasmettere direttamente all’Autorità giudiziaria italiana.

 

EMME TEAM INTITOLA IL SUO METODO A TIZIANA CANTONE

Revenge porn, centinaia di casi risolti con il «Metodo Cantone»: come funziona.

 

Il «Metodo Cantone», il sistema di identificazione che ha permesso di scoprire e denunciare oltre cento presunti responsabili della diffusione dei video privati di Tiziana Cantone - la 31enne suicidatasi il 13 settembre 2016 - diventa uno degli strumenti principali adottati da alcune Polizia giudiziarie italiane per scoprire le false identità in rete e risolvere casi di «revenge porn»; si tratta esclusivamente di casi emersi sui social che hanno sede negli Usa, i più diffusi, da Facebook a Instagram, da Twitter a Telegram, compagnia da poco passata sotto la giurisdizione del Governo Federale americano. Dopo mesi di «sperimentazione», il metodo è ora ufficialmente usato da Carabinieri e Polizia Postale, che si sono rivolti, per indagini in corso a Venezia, Roma, Cagliari e Milano, agli esperti di Emme Team, il gruppo di studi legali americani ed europei (con sede a Chicago, Los Angeles e in Michigan), che aiuta le vittime di «revenge porn», e che ha ideato il metodo intitolandolo a Tiziana Cantone, vista come simbolo di speranza per tutte le vittime del web. Un metodo diventato ormai un precedente con valore di legge grazie ad una sentenza emessa dal giudice federale del West Michigan, che ha ordinato ai colossi del web di fornire le informazioni necessarie per identificare i responsabili della diffusione di video o immagini private. E così che si è arrivati alla denuncia nei mesi scorsi, alla Procura di Napoli, dei 103 presunti responsabili della diffusione dei video privati di Tiziana Cantone, o a quella di una donna che a Napoli ha rubato l'identità di una minorenne per creare un falso account.

 

Il metodo si basa sull'obbligo giuridico che ogni compagnia ha, negli Stati Uniti, di immagazzinare, senza poterli utilizzare, i dati di chi apre un account sulle proprie pagine, come il numero di cellulare, l'email usata come riferimento e in contemporanea la geo-localizzazione del dispositivo, la marca di quest'ultimo e di conseguenza l'intero traffico internet generato; alla vittima di «revenge porn», basta quindi compilare un modulo sul sito di Emme-Team, e richiedere gratuitamente il blocco dell'immagine. Se è vero infatti che i colossi del web non sono per legge responsabili di ciò che gli utenti postano miliardi di volte ogni giorno sui loro server, lo sono però quando viene violato il diritto d'autore di un testo, di un video, di una foto, o quando se ne faccia un uso improprio, e quando vengano informati tramite questo metodo. 

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LE IENE & EMME TEAM

INSIEME PER BLOCCARE LA DIFFUSIONE DEI VIDEO E IL REVENGE PORN

Le Iene / Italia 1 - 3 Marzo 2020

Una ragazzina di 15 anni e il suo fidanzatino di 17 postano e vendono in Rete, per qualche euro, filmati hot casalinghi. Veronica Ruggeri li incontra per raccontare la loro storia e capire cosa si nasconde dietro a questo mondo creatosi in rete. Finalmente una dimostrazione reale di un caso seguito da Emme Team che ha visto il blocco dei video in Internet per fermare Revenge Porn e diffusioni non autorizzati.

 

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Video Integrale: 

https://www.iene.mediaset.it/video/video-chat-minorenni-famiglia_710075.shtml

TIZIANA CANTONE - LA VERITA'

SUL CELLULARE DI TIZIANA

TG TV Luna - 22 Giugno 2020

Dal Telegiornale di TV LIVa, Matilde Andolfo, con ospite in studio Maria Teresa Giglio, parlano delle nuove scoperte sulle perizie compiute durante le indagini sui dispositivi elettronici appartenuti a Tiziana Cantone.

 

Copyright © 2020 - TV Luna

TV Luna Caserta S.r.l. - P.IVA 00416700615

Linkhttp://www.tvluna.it/streaming/

TIZIANA CANTONE - EMME TEAM OFFRE BLOCCO GRATUITO CONTRO IL REVENGE PORN

Sky TG24 - 14 Febbraio 2020

Durante il Convegno dell'AMI a Napoli, viene presentato da Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, il servizio gratuito contro il Regen Porn, grazie al quale tutte le vittime potranno bloccare i video senza alcuna spesa.

 

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Emme Team

IL METODO EMME CONTRO IL REVENGE PORN

In Quanto Donne - Real Time - Dicembre 2019

La storia di Tiziana Cantone nel documentario "In quanto donne", Prodotto per Discovery Chanel e andato in onda su Real Time. Intervista con Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana e l'Emme Team, sul metodo che permette il blocco dei video privati distribuiti in rete e l'identificazione dei responsabili.

Copyright © 2019 - Discovery Italia Srll

Discovery Network Europe

Linkhttps://it.dplay.com/realtime/in-quanto-donne/

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