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CASO TIZIANA CANTONE – EMME TEAM TGCOM/MEDIASET

2 OTTOBRE 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tiziana Cantone, i suoi iPhone e iPad furono manomessi: "Dispositivi svuotati dopo la morte"

La memoria del telefono e del tablet della ragazza sarebbe stata cancellata mentre i dispositivi erano in possesso dell'autorità giudiziaria

Tiziana Cantone, la giovane 31enne trovata senza vita nella tavernetta della sua abitazione a Mugnano di Napoli il 13 settembre del 2016 dopo esser stata vittima di revenge porn, non si è suicidata ma è stata uccisa. La pista dell'omicidio prende sempre più corpo. Ad alimentarla, gli ultimi accertamenti. Tiziana, infatti, possedeva un iPhone e un iPad. Entrambi i dispositivi furono manomessi e svuotati dopo la sua morte.

Come rivelato dal Corriere della Sera, dal professore Danilo Bruschi, del dipartimento di Informatica dell'Università Statale di Milano, è arrivato un parere pro-veritate sulla consulenza della Emme Team, il gruppo di specialisti informatici cui si è affidata la madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio, in merito all'iPhone e all'iPad in uso a Tiziana. Bruschi ha concordato con l’ipotesi fatta dal team di investigatori: i due dispositivi sarebbero stati alterati, con la cancellazione della memoria all'interno del tablet ed il blocco del telefono, mentre erano in possesso dell'autorità giudiziaria, e riconsegnati poi alla famiglia senza possibilità di accedere ai dati.

 

La vicenda giudiziaria - A cinque anni di distanza dalla morte di Tiziana Cantone, la procura di Napoli nord ha riaperto il caso (dopo che sulla pashmina che la ragazza avrebbe usato per impiccarsi sono state rinvenute tracce biologiche maschili) con un fascicolo nel quale viene ipotizzata l'accusa di omicidio volontario contro ignoti. Lo scorso giugno è stata invece disposta la riesumazione del corpo di Tiziana, con l'incarico conferito a un collegio di consulenti, formato da un medico legale e un anatomo patologo e il cui esito non è stato ancora reso noto.

 

Secondo gli esperti di Emme Team col parere del professore Bruschi vien confermato il lavoro dei tecnici che hanno affiancato Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana, e per questo vi è la "necessità da parte della Procura di nominare i propri consulenti per verificare quei dati, che nel frattempo, sono stati confermati anche da altri due esperti statunitensi, oltre che da quelli italiani, e dalla stessa Vodafone, che ha consegnato i tabulati telefonici e internet di Tiziana Cantone, dimostrando l’utilizzo dello smartphone immediatamente dopo il ritrovamento del corpo di Tiziana Cantone".

 

Link: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/tiziana-cantone-i-suoi-iphone-e-ipad-furono-manomessi-dispositivi-svuotati-dopo-la-morte_38919386-202102k.shtml

 

 

 

 

Tiziana Cantone, nuova conferma: «iPad e iPhone furono svuotati»

Un docente della Statale di Milano approva il parere dei consulenti della madre. Cinque anni fa la morte, che fu archiviata come suicidio, ma ora suscita dubbi

di Titti Beneduce

 

 

L’inchiesta su Tiziana Cantone si arricchisce di un’ulteriore novità: il professor Danilo Bruschi, del dipartimento di Informatica dell’Università Statale di Milano, ha inviato un parere pro-veritate sulla consulenza tecnica compiuta sui dispositivi iPhone e iPad in uso alla vittima da Emme Team, il gruppo di specialisti informatici cui si è affidata la madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio. Gli esperti sostengono di avere scoperto che, mentre i due dispositivi erano in possesso dell’autorità giudiziaria, furono alterati, con la cancellazione della memoria all’interno dell’iPad ed il blocco dell’iPhone, che fu riconsegnato alla famiglia senza possibilità di accedere ai dati. «Durante un anno di lavoro — si legge in una nota — i consulenti italo-americani hanno lavorato con i propri periti per recuperare quei dati, inclusa la rubrica telefonica completa, ora parte delle prove depositate presso la Procura di Napoli Nord. Il professor Bruschi ha visionato la relazione e le conclusioni di Emme Team e ha concordato con i risultati, chiedendo a sua volta che la Procura di Napoli Nord decida, dopo quasi un anno, di iniziare le azioni peritali sui dispositivi, come da tempo legali e consulenti hanno richiesto in svariate occasioni. L’azione peritale è necessaria per poter confermare con certezza i risultati ottenuti».

 

Le prime indagini

Il corpo di Tiziana venne trovato il 13 settembre del 2016 nella tavernetta dell’abitazione di una zia, a Mugnano, e nessuno dubitò che si trattasse di un suicidio per impiccagione: la giovane infatti era disperata perché alcuni video di contenuto pornografico da lei realizzati avevano ripreso a circolare all’impazzata in rete e sui social con tanto di nome e cognome. A nulla era servita la denuncia presentata alla Procura di Napoli. Tiziana non poteva più uscire di casa perché veniva riconosciuta e insultata; nel tentativo di ottenere un po’ di tranquillità aveva attivato la procedura per cambiare cognome e prendere quello della madre. Proprio perché non c’erano dubbi sul suicidio non fu disposta l’autopsia e non fu analizzata in maniera scrupolosa la tavernetta. A distanza di anni, però, i tanti dubbi nutriti da Maria Teresa Giglio sulla morte della figlia hanno indotto il pm Giovanni Corona a riaprire il caso e a disporre l’esumazione della salma. Dopo l’enorme risonanza mediatica della vicenda è stata finalmente approvata una legge che punisce chi fa circolare immagini private di contenuto erotico.

 

 

Il reset

«Nelle note diffuse sul parere pro-veritate, firmato dall’esperto — si legge ancora nella nota di Emme Team — si conferma che l’iPad è stato restituito resettato e che al suo interno sono stati eliminate i dati dell’account iCloud e delle email. Situazione impossibile a meno di una manomissione, dato che Tiziana Cantone usò quel dispositivo per anni. Manomissione che ora solo l’inizio delle azioni peritali potranno eventualmente confermare, per provare a scoprire chi fu l’autore di quell’alterazione». Secondo i consulenti della madre di Tiziana, con il parere del professore Bruschi viene confermata l’autenticità del lavoro degli esperti informatici che assistono Maria Teresa Giglio; ne consegue «la necessità da parte della Procura di nominare i propri consulenti per verificare quei dati, che nel frattempo, sono stati confermati anche da altri due esperti statunitensi, oltre che da quelli italiani, e dalla stessa Vodafone, che ha consegnato i tabulati telefonici e internet di Tiziana Cantone, dimostrando l’utilizzo dello smartphone immediatamente dopo il ritrovamento del corpo di Tiziana Cantone». La nota fa poi riferimento all’aspetto medico-legale dell’inchiesta, «con il professor Mariano Cingolani dell’Università di Macerata, il quale ha confermato con un proprio parere quanto sostenuto dalla famiglia di Tiziana Cantone e dai propri legali e consulenti a proposito del fatto che la ragazza sia stata uccisa e non sia morta per suicidio».

 

2 ottobre 2021

Link: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/21_ottobre_02/tiziana-cantone-nuova-conferma-ipad-iphone-furono-svuotati-9d15a5ee-2343-11ec-b516-6f5e3b90a5be.shtml

 

 

 

 

 

 

 

 

CASO TIZIANA CANTONE – EMME TEAM PUBBLICA LE PROVE SU FACEBOOK

 

 

Come per i casi Giulia Di Sabatino e Mario Biondo, Emme Team ha deciso di pubblicare le prove raccolte su quanto accaduto a Tiziana Cantone, anche per dimostrare come queste fossero già in possesso di chi si occupò delle indagini nel 2016, ma decise di ignorarle. A causa del tentativo di alcune persone, che non si occupano più del caso e che hanno fallito nello scoprire la verità quando ne hanno avuto l’occasione, di diffamare quanto scoperto, si é reso necessario fare in modo che tutti voi possiate giudicare con i vostri occhi, cosa é realmente accaduto.

 

Vedrete ad esempio, che a meno che qualcuno voglia farvi credere con le proprie “opinioni” che Tiziana Cantone prima si é auto-strangolata e poi da morta ha deciso di impiccarsi…. quanto accaduto quel giorno é finalmente molto chiaro.

 

Grazie ai tecnici, ai legali, agli investigatori e ai consulenti esterni, chiamati a verificare e certificare il nostro lavoro, come il Prof. Cingolani, non ci rimane altro che sperare che chi da oltre un anno ha a disposizione queste prove, si decida a far partire le azioni peritali.

 

E per chi ci legge e ha partecipato al tentativo di entrare in possesso di smartphone, Ipad di Tiziana, così come della pashmina, in modo non “consono”, vogliamo informarlo che ci “dispiace” non sia riuscito a trovarle. Sono al sicuro, in attesa che la Procura decida di richiederle e verificare con riscontri oggettivi le nostre conclusioni.

 

Ringraziamo tutti coloro che decideranno di leggere l’intero post, in modo da interrompere il tentativo di affermare l’opposto a tutti i costi, senza aver mai direttamente analizzato le prove.

 

Per prima cosa, alcune informazioni importanti che devono assolutamente essere rettificate, in modo che certe notizie vengano divulgate in modo corretto:

 

  1. Tiziana non é stata trovata in una cantina;

  2. Tiziana viveva con sua madre Maria Teresa Giglio in quella casa, gli zii abitavano all’ultimo piano della palazzina;

  3. Tiziana é stata trovata nella taverna, un ambiente con entrata indipendente rispetto all’ingresso principale dell’abitazione, non visibile per chi si trova in casa, ai piani superiori;

  4. Tiziana aveva due account email ed un profilo Facebook. I vari profili indicati dai molti “esperti” nel corso degli anni, sono fasulli (fake), i cui autori sono stati nel frattempo individuati e denunciati;

  5. L’anno scorso Maria Teresa Giglio é stata soggetta ad un’ingresso non autorizzato dei propri profili Facebook e ha subito un furto d’identità tramite l’account email. A differenza di quanto erroneamente dichiarato da alcuni, é un fatto reale, tanto che la persona é stata individuata grazie al lavoro di Emme Team e la Procura di Teramo lo ha condannato per il fatto poche settimane fa (documento di seguito riportato);

  6. La pashmina é stata analizzata immediatamente dopo il dissequestro da parte delle autorità (avvenuto dopo 4 anni) e l’involucro in cui é stata custodita é stato aperto solo dopo essere arrivano presso il laboratorio e la sequenza é stata video-registrata. Il tentativo di far pensare che il reperto é stato contaminato é falso;

  7. I dispositivi elettronici in uso a Tiziana, sono  stati prima analizzati da personale esterno a Emme Team, poi dai consulenti Emme Team e successivamente passati a due Università, una straniera ed una italiana, che ne hanno confermato la precision ed esattezza (informazione che non abbiamo mai divulgato proprio per fare in modo che chi cerca di far passare fake news sulla questione, si esprimesse senza titolo, dimostrando la cattiva fede e l’associazione a delinquere al fine di diffamare un concorrente e/o un ex cliente);

  8. I dati sull’uso di internet ed il traffico generato che hanno interessato il caso di Tiziana Cantone, non sono stati “scoperti” da Emme Team (altra informazioni che non abbiamo volutamente diffuso fino ad oggi), i cui consulenti sono si sono limitati a metterli insieme nella loro perizia. Sono stati forniti e certificati da: Vodafone, Libero, Gmail e Facebook, Inc.. Per cui sostenere che sono dati falsi é per definizione una fake news.

 

Quando un team di lavoro é capace e raggiunge risultati, la diffamazione ed il tentare di screditare le persone impegnate nelle indagini, é la “classica” arma usata da concorrenti e da chi non vuole che la verità venga scoperta. Specialmente da parte di chi ha tentato di far passare abbastanza tempo affinché gli account email di Tiziana ed il suo Icloud si disattivassero. Sfortunatamente per chi si era fatto questa idea, le cose sono andate diversamente. Non solo abbiamo recuperato gli account dagli Stati Uniti, ma ora abbiamo anche la rubrica telefonica completa (la prima era solo parziale) dove sono venuti fuori i nomi di persone che dovranno spiegare il perché fossero all’interno di quella lista ed il contenuto dei loro messaggi, specialmente quando lavorano per forze dell’ordine o altri enti.

 

Cara Maria Teresa Giglio, possono fare di tutto, possono diffamare, creare fake news, collaborare con “potenti” che abusano del loro “potere”, ma non possono fermare chi ha in mano le prove e sa usare la tastiera di un personal computer.  La prima parte delle prove é qui di seguito. La seconda verrà pubblicata in seguito.

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LE PROVE DEL CASO TIZIANA CANTONE

 

Riportiamo la lista prove paziale qui di seguito. Come per il caso Mario Biondo, ogni fotografia é stata numerata e per ogni prova il testo é riportato anche sotto le singole immagini.

 

I SEGNI SUL COLLO (FOTO 01)

 

L’analisi delle immagini (qui riportate sotto forma di disegno, in rispetto della povera Tiziana non possiamo utilizzare le fotografie originali) ha permesso di scoprire la presenza di due solchi, uno al centro del collo delal vittima (assollutamente non compatibile con l’impicaggione), di uno spessore di 2.5 cm, avvenuto mentre la circolazione sanguinea era presente. Il secondo segno (avvenuto dopo la morte) sotto il mento (simulazione del suicidio). A meno che qualcuno voglia farci credere con le proprie “opinioni” che Tiziana prima si é auto-strangolata e poi da morta ha deciso di impiccarsi, ottenute le fotografie le abbiamo consegnate al Prof. Cingolani per un parere pro-veritate.

 

LA CONFERMA DEL PROF. CINGOLANI (FOTO 02)

 

Dal Comunicato Stampa del 13 Settembre 2021: “A fronte di un’investigazione durata oltre un anno e dopo avero ottenuto la conferma grazie al lavoro del Prof. Mariano Cingolani, di quanto sostenuto da tempo dalla famiglia della vittima e dai suoi legali e consulenti, ovvero che la morte di Tiziana Cantone è avvenuta per Una volta recuperate, dopo cinque anni di attesa, copia delle fotografie scattate quel giorno in casa della ragazza di Mugnano e successivamente presso l’obitorio, l’espero medico legale incaricato dagli investigatori del team italo-americano, il Prof. Mariano Cingolani, Ordinario di Medicina Legale, presso l’Università degli Studi di Macerata e già perito nel caso Meredith Kercher, ha concluso che sul collo della vittima era presente un doppio solco e non una singola lesione, come erroneamente indicato dal medico legale della Procura.

 

Secondo quando riportato dal Prof. Cingolani, la presenza di lesioni, con caratteristiche diverse l’una dall’altra, dimostra l’esistenza di un solco da strangolamento (uniformità di profodità, continuità, andamento trasversale e posizione sotto la sporgenza tiroidea) ed uno da impiccamento (posizione alta al disotto della mandibola). Dalle immagini risulta evidente che lo strangolamento abbia preceduto l’impiccamento e che questo si sia stato realizzato allo scopo di simulare il suicidio.

 

Inoltre l’esperto, oltre a far notare come la presenza di due DNA maschili sulla pashima trovata intorno al collo della vittima si adatti con l’ipotesi che l’oggetto manipolato da soggetti esterni per simulare il suicidio, rivela la presenza di una lesione cutanea di 2 cm, sul mento di Tiziana Cantone, procurata da un’unghia, probabilmente di una delle persone coinvolte nel crimine.

 

GLI ERRORI DEL MEDICO LEGALE NEL 2016 – PARTE 1 (FOTO 03)

 

Lo stesso medico legale che ha esamitao il corpo di Tiziana, ha indicato le presenza di un graffio di 2.5 cm sul volto della vittima. Graffio che é stato indicato, ma che non é entrato a far parte delle conclusioni. Il lavoro del Prof. Cingolani, e prima di lui dei consulenti medici Emme Team negli Stati Uniti, ha accertato che si tratta di un graffio provocato da un’unghia, mentre la vittima era ancora in vita.

GLI ERRORI DEL MEDICO LEGALE NEL 2016 – PARTE 2 (FOTO 04)

Malgrado le foto scattate dallo stesso medico legale che ha redatto le conclusioni, mostrassero due chiari solchi, una prima ed uno successivo al decesso, la stessa decide di ignorare il dato e scrive della presenza di un solo solco di 3 cm, concludendo che si tratta di suicidio. Per quale motivo abbiamo deciso di tenere nascosto questa fondamentale informazione, prova schiacciante di una simulazione e pertanto di un omicidio, speriamo che sia una delle domande che il PM le rivolgerà, se e quando inizierà le indagini.

 

GLI ERRORI DEL MEDICO LEGALE NEL 2016 – PARTE 3 (FOTO 05)

 

Il medico legale descrive la presenza di due segn di agopuntura sul corpo di Tiziana, ma non ha mai ritenuto importante informarsi se la vittima avesse praticato questa procedura quel giorno o in quelli precedent, e ha deciso di non effettuare alcun test, per determinare la presenza di eventuali droghe.

 

LA POSIZIONE DEI CELLULARI QUEL GIORNO (FOTO 06)

 

La persona che dichiarò di non essere in quella zona quel giorno, in quel preciso momento, era invece a pochi metri dall’abitazione di Tiziana.

 

USO DEL CELLULARE DI TIZIANA MENTRE ERA IN POSSESSO DEI CARABINIERI (FOTO 07)

 

Dopo il ritrovamento e il sequestro da parte dei Carabinieri dell’Iphone in uso a Tiziana, trovato non distante dal corpo senza vita della ragazza, contrariamente a quanto sempre dichiarato dalle Polizia Giudiziaria, ovvero che a causa del PIN non furono in grado di aprire il dispositivo, questo é stato in realtà da questi acceso, sbloccato e utilizzato per oltre un ora, mentre questo risultava sigillato e refertato e ancora all’interno dell’abitazione.

 

Dopo aver scoperto nelle ultime settimana la presenza di due DNA maschili sulla pashmina, che per anni si é ritetuno essere l’oggetto usato per suicidarsi da parte di Tiziana Cantone, dopo aver provato scientificamente che il segno lasciato sul collo non poteva essere stato provocato da quell’oggetto e dopo aver dimostrato ben 19 anomalie sul lavoro svolto da parte degli investigatori nominate all’epoca dalla Procura, sui dispositivi informatici della vittima, Emme Team e l’avvocato della madre, hanno consegnato alla Procura di Napoli Nord un’ultima memoria, trovando risposta a all’ennesimo mistero.

 

La scoperta assume un’importante rilevanza su tutta la vincenda, in quanto l’intero processo investigativo iniziato dopo la morte di Tiziana, si é sempre basato sul fatto che la Polizia Giuiziaria non fosse in grado di non poter accedere a telefono della ragazza, non essendo in possesso del codice di accesso (o PIN) impostato dalla vittima a protezione dei propri dati.

 

Ma le informazioni all’interno di questo ultimo documento prodotto dalla difesa, con al suo interno prove certificate dallo stesso gestore di telefonica, dimostrano come questo non é mai corrisposto al vero, dato che 40 minuti dopo che il decesso di Tiziana fu confermato dal medico intervenuto sul posto, mentre il telefono era sequestrato e ancora all’interno della casa della vittima, questo é stato attivito e utilizzato. Situazione che si é inoltre ripetuta tre giorni dopo, per lungo periodo, mentre lo smartphone era stato consegnatoal perito della procura, il quale però ha sempre dichiarato che come non fosse in grado di accedere ai dati, proprio per mancanza di quella password.

 

ERRORI DEL CONSULENTE INFORMATICO DELLA PROCURA (FOTO 08)

 

Il consulente della Procura ha dichiarato di non essere stato in grado di entrare nel telefono di Tiziana Cantone, perché bloccato da PIN e di aver portato al blocco del dispositivo dopo svariati tentativi non andati a buon fine. Oltre al palese errore commesso nel bloccare una prova, il consulente non ha eseguito la procedura corretta tramite software Wondershare. Ma quello che ci sorprendere veramente é il dato confermato da Vodafone, la quale al contrario certifica che l’Iphone é stato sbloccato e usato per ore il giorno in cui il consulente nominato dalla Procura ne era in possesso, ovvero il 16 Settembre 2016.

 

ANOMALIA NEL RAPPORTO DEL 118 (FOTO 09)

 

Le persone del 118 intervenute hanno indicato di aver intubato la vittima per poterla ventilare e tentare la rianimazione. Ma dalle foto del corpo scattate in quel momento e successivamente dagli investigatori, il corpo non risulta intubato, così come c’é totale assenza del collare per mettere in sicurezza il collo. La foto del corpo e lo stato della vittima non coincidono con il verbale qui riportato.

 

IL CONSULENTE NOMINATO ALL’EPOCA HA RUBATO L’IDENTITÀ DI MARIA TERESA GIGLIO (FOTO 10)

 

Il lavoro di consulenza che avrebbe dovuto portare alle stesse conclusioni, ottenute dal lavoro di Emme Team, fu eseguito da una persona che nel mentre era stato nominato da Maria Teresa Giglio, ne rubava l’identità, aprendo anche email PEC a suo nome, con la quale era possibile eseguire ogni tipologia di crimine, facendo passare la nostra cliente come criminale. Emme Team lo ha scoperto ed la Procura di Teramo lo ha condannato.

 

I 2 DNA SULLA PASHMINA (FOTO 11)

 

Sul foulard multicolore (o pashmina) sono state eseguite tre tamponature random su tre macroaree del reperto, sia fronte che retro. Tali tamponature venivano catalogate come Reperti 39/20 C, D ed E e sottoposte sia all’analisi del DNA autosomico sia dell’aplotipo del Cromosoma Y. L’analisi del DNA autosomico ha permesso di estrapolare, per tutte e tre le tracce, dei profili genetici misti indistinguibili di almeno 3 soggetti, ovvero tracce composte dalla commistione di DNA di più di un soggetto, in cui almeno due di essi sono di sesso maschile, grazie alla presenza del Cromosoma Y nel marcatore Amelogenina per il sesso genetico, ed alla presenza di alcuni picchi allelici nei marcatori DYS391, DYS576 e DYS570. Sul Reperto 39/20 (foulard multicolore verosimilmente utilizzato dalla defunta Cantone Tiziana per togliersi la vita nel 2016), l’analisi genetico-forense ha permesso di estrapolare dei profili genetici misti, ovvero composti dal DNA di ALMENO TRE SOGGETTI, di cui DUE SICURAMENTE DI SESSO MASCHILE, data la presenza del Cromosoma Y, identificativo del sesso maschile.

 

Malgrado la consegna al PM di questi risultati, ad oggi nessuna azione peritale é stata richiesta da parte della Procura di Napoli Nord, al fine di verificare questi dati e cercare a chi appartiene il DNA, per capire il perché fosse presente sulla superficie del reperto e quale alibi potesse avere quel 13 Settembre 2016.

 

LE INFORMAZIONI ERRATE NELL’INDAGINE DEI CARABINIERI NEL 2017 (FOTO 12)

 

Secondo quanto riportato nel rapporto redatto dal Nucleo Operativo Legione Campania dei Carabinieri, erano presenti 2 account email in uso a Tiziana Cantone. In uno era sono stati recuperati i dati con reset password, trovando copia backup della rubrica telefonica della vittima, mentre l’altro é risultato vuoto. Informazione errata data ai Pubblici Ministeri, in quanto l’apertura eseguito nei mesi scorsi, proprio di quel secondo account, ha permesso il recupero un altro centinaio di nominativi, il cui alibi ed il motivo per cui erano in contatto con Tiziana non é mai stato verificato.

 

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Riportiamo le seguenti anomalie dal testo dell’esposto presentato da Maria Teresa Giglio nel Luglio 2020, ricordando che é da allora che stiamo aspettando di essere chiamati per condurre le azioni peritali, insieme ad un consulente nominato dalla Procura, in modo che possa confermare o confutare quanto da noi scoperto. Un anno e 2 mesi.

 

IPAD RESETTATO (FOTO 13)

 

L’IPAD è risultato resettato e, quindi, cancellata e definitivamente persa ogni attività svolta da Tiziana Cantone su quel dispositivo, includendo a titolo esemplificativo ma non esaustivo: Cronologia Eventi, Cronologia Browser, Chiamate, Messaggi SMS e, ancor più grave, quanto contenuto nelle app come WhatsApp, la cui presenza all’interno della memoria dell’IPad, risulta mancante, a discapito di quanto invece indicato nei documenti della Procura della Repubblica, facenti parte del processo per istigazione al suicidio.

 

IPAD MANIPOLATO (FOTO 14)

 

Lo stesso IPAD, una volta resettato, è stato manipolato, con l’inserimento manuale di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini. Manipolazione confermata dal dato oggettivo che non esiste nella memoria del dispositivo lo storico dello scatto di quelle immagini.

 

IPHONE RESETTATO (FOTO 15)

 

L’IPHONE è risultato anch’esso resettato, con la presenza solo del sistema operativo di base. La presenza di una schermata di blocco connesso ad I-Tunes, secondo quanto riportato dagli stessi tecnici, è il risultato di un’apertura forzata dell’IPhone attraverso software non conforme ai protocolli Apple.

 

SIM ORIGINALE DEL TELEFONO PERSA (FOTO 16)

 

All’interno dell’IPhone la SIM telefonica non era quella originale usata da Tiziana Cantone (gestore telefonico: Vodafone) ma una copia “bianca”, ovvero vuota e mai utilizzata, non associata ad alcun numero telefonico. Questo sta a significare, secondo i tecnici statunitensi, ma anche secondo il ragionamento che sottende alla logica, che chi ha avuto in custodia il dispositivo, ha estratto la scheda originale - che aveva al proprio interno informazioni fondamentali sull’uso di quel telefono da parte di mia figlia - e l’ha volontariamente sostituita con la scheda bianca

 

 

L’EMAIL TRADOTTA IN MODO ERRATO (FOTO 17)

 

Apple si rese disponibile per la riapertura dell’Iphone in uso a Tiziana Cantone, bloccato nel frattempo. La procedura era possibile grazie all’account iTunes ancora attivo, grazie al collegamento in remote direttamente al server Apple negli Stati Uniti d’America. Ma chi si occupò delle indagini tradusse in modo errato la risposta di Apple e informò la Procura che la risposta da parte della casa costruttrice del dispositivo telefonico era stata negativa, quando invece era l’opposto.

 

Come facciamo a sapere che abbiamo ragione? Semplice, abbiamo eseguito la procedura di recupero indicata all’epoca da Apple e siamo tornati in possesso del contenuto salvato tramite iTunes e salvato all’interno dell’ICloud.

 

CHI HA REALMENTE CARICATO I VIDEO PRIVATI DI TIZIANA (FOTO 18)

 

Il Metodo Emme, ovvero l’applicazione dei sistemi DMCA statunitensi sul diritto d’autore per fermare il Revenge Porn hanno da un anno identificato chi ha caricato i video private di Tiziana Cantone, proprio grazie alla collaborazione dopo l’apertura in corte statunitense del caso, per violazione del copyright dell’immagine della vittima, ereditata dalla madre. E proprio in questo modo che Emme Team ha aiutato centinaia di vittime. Chi ha provato a far passare questa procedura come falsa, dovrebbe dare un’occhiata dove i video erano presenti in precedenza e notare cosa il sito internet riporta.

Emme Team
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CASO TIZIANA CANTONE - QUINTO ANNIVERSARIO 2016 - 2021

CASO TIZIANA CANTONE A MI OPPONGO SU VERA TV - 24 SETTEMBRE 2021

 

 

EMME TEAM e IL CASO TIZIANA CANTONE - LE CONCLUSIONI

" DUE LESIONI AL COLLO - TIZIANA STANGOLATA, IL SUICIDIO E' UNA FALSA"

TIZIANA CANTONE – QUINTO ANNIVERSARIO IN ATTESA DELLA VERITÀ

 

DOPO LA CONSULENZA DEL MEDICO LEGALE, ANCHE LA CONSULENZA INFORMATICA CONFERMA: IPHONE E IPAD FURONO MANIPOLATI DOPO LA MORTE DI TIZIANA CANTONE

 

NAPOLI – Emme Team ricorda Tiziana Cantone, nel quinto anniversario della morte, avvenuto il 13 Settembre 2016.

 

A fronte di un’investigazione durante oltre un anno e dopo avero ottenuto la conferma grazie al lavoro del Prof. Mariano Cingolani, di quanto sostenuto da tempo dalla famiglia della vittima e dai suoi legali e consulenti, ovvero che la morte di Tiziana Cantone è avvenuta per strangolamento e non per suicidio, Emme Team, per fugare ogni dubbio su qualsiasi critica rigardo l’attendibilità di quanto scoperto dalle indagini condotte sui social network, account email e dispositivi elettronici in uso alla vittima, ha richiesto un controllo di tutto il lavoro svolto a un team di esperti esterno, tra cui ex agenti delle forze dell’ordine statunitensi e professori universitari.

 

Gli stessi hanno confermato come le nuove prove rinvenute e depositate presso la Procura di Napoli Nord, sono assolutamente attendibili. La nuova relazione, consegnata al team pochi venerdi scorso, i cui risultati saranno tra pochi giorni resi pubblici, è pronta per essere depositata alla Procura di Napoli Nord, insieme al parere del Prof. Cingolani.

 

Le conclusioni hanno inoltre garantito come precise e attendibili tutte le anomilie sui dispositivi elettronici riscontrate nei mesi scorsi da Emme Team, tra cui l’uso dell’Iphone di Tiziana Cantone dopo il sequestro, come confermato anche dai tabulati della Vodafone, la manipolazione dei contenuti e della rubrica telefonica, fortunatamente recuperata grazie all’account Apple della ragazza, che fu indicato erroneamente, durante le indagini nel 2016 senza informazioni al suo interno, e la cancellazione dei dati sull’Ipad, ora in buona parte recuperati.

 

Emme Team, tramite i suoi legali ha voluto precisare che nessuno oltre il proprio personale e successivamente la Procura, ha avuto l’occasione di visionare o studiare i dispoisitivi elettronici, custodini negli Stati Uniti, cosi’ come gli allegati che sono stati depositati insieme a tutte le consulenze.

 

Dopo la scoperta dei due solchi presenti sul collo della vittima ed il parere presentato dal Prof. Cingolani, incaricato da Emme Team di fornire un proprio parere da esperto, hammo dimostrato la messa in scena del suicidio, il team chiederà nuovamente alla Pubblico Ministero di nominare i propri consulenti tecnici, in modo da poter finalmente iniziare quelle azioni peritali che Tiziana Cantone e sua madre Maria Teresa Giglio, attendono da troppo tempo.

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26 AGOSTO 2021 17:12

Napoli, Tiziana Cantone non si è suicidata: per il medico legale fu strangolata

Sul collo della donna ci sono due lesioni: una da strangolamento e l'altra  idonea a simulare un'impiccagione

Emergono nuovi dettagli sul caso di Tiziana Cantone, la 31enne che si è suicidata il 13 settembre 2016 dopo la diffusione di alcuni video hot che la ritraevano. Sul collo della donna ci sono due lesioni: una da strangolamento e una seconda idonea a simulare un'impiccagione. È quanto ipotizzato in un parere pro veritate emesso dal medico legale Mariano Cingolani (ordinario presso l'Università di Macerata), incaricato da Emme-Team, il gruppo di studio legali che assiste da quasi due anni Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone. 

Una "mamma coraggio" che con la sua determinazione è riuscita prima ad incidere sull'approvazione della legge sul revenge porn e poi a far riaprire il caso giudiziario dalla Procura di Napoli Nord (sostituto Giovanni Corona), che da qualche mese indaga per omicidio volontario - per ora senza indagati - e per vederci chiaro ha fatto riesumare il corpo della Cantone per effettuare quella autopsia mai realizzata. 

 

 

Tiziana Cantone non si sarebbe suicidata - Il parere di Cingolani, emesso sulla base di alcune fotografie, aggiunge nuovi particolari ad una vicenda che si trascina da anni, e conferma ovviamente quanto sostenuto dalla Giglio e da EMME TEAM, secondo cui Tiziana non si sarebbe suicidata con la pashmina ritrovata attorno al suo collo dalla zia, ma sarebbe stata uccisa, forse con la stessa pashmina, per cause peraltro al momento ignote. 

 

Si attende l'esito dell'esame autoptico - Il parere si aggiunge a mole di documenti difensivi presentati negli ultimi due anni da EMME TEAM alla Procura con sede ad Aversa (Caserta). Sulla vicenda si attende soprattutto l'esito dell'esame autoptico non ancora presentato alla Procura dai consulenti nominati nei mesi scorsi.

Link: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/campania/napoli-tiziana-cantone-non-si-e-suicidata-per-il-medico-legale-fu-strangolata_37325629-202102k.shtml

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IL DUBBIO - 28 AGOSTO 2021

NESSUN SUICIDIO, TIZIANA CANTONE FU STRANGOLATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il medico legale Mariano Cingolani torna sul decesso di Tiziana Cantone,

la ragazza campana vittima di Revenge Porn. Nuovi particolari sulla vicenda giudiziaria.

Due lesioni sul collo di Tiziana Cantone, la 31enne suicidatasi il 13 settembre 2016 dopo la diffusione di alcuni video hot che la ritraevano: una da strangolamento e una seconda idonea a simulare un’impiccagione. È quanto ipotizzato – a raccontarlo è l’edizione di ieri de Il Mattino – in un parere pro veritate emesso dal medico legale Mariano Cingolani (ordinario presso l’Università di Macerata), incaricato da EMME TEAM, il gruppo di studio legali che assiste da quasi due anni Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone.

La “mamma coraggio” di Tiziana Cantone

Una “mamma coraggio” che con la sua determinazione è riuscita prima ad incidere sull’approvazione della legge sul revenge porn e poi a far riaprire il caso giudiziario dalla Procura di Napoli Nord (sostituto Giovanni Corona), che da qualche mese indaga per omicidio volontario – per ora senza indagati – e per vederci chiaro ha fatto riesumare il corpo della Cantone per effettuare quella autopsia mai realizzata.

Il parere di Cingolani, emesso sulla base di alcune fotografie, aggiunge nuovi particolari ad una vicenda che si trascina da anni, e conferma ovviamente quanto sostenuto dalla Giglio e da EMME TEAM, secondo cui Tiziana non si sarebbe suicidata con la pashmina ritrovata attorno al suo collo dalla zia, ma sarebbe stata uccisa, forse con la stessa pashmina, per cause peraltro al momento ignote. Il parere si aggiunge a mole di documenti difensivi presentati negli ultimi due anni da EMME TEAM alla Procura con sede ad Aversa (Caserta). Sulla vicenda si attende soprattutto l’esito dell’esame autoptico non ancora presentato alla Procura dai consulenti nominati nei mesi scorsi. L’inchiesta ipotizzò il reato di istigazione al suicidio.

Nel tritacarne dopo un rapporto sessuale

Secondo la ricostruzione di allora, Tiziana Cantone era finita nel tritacarne del web dopo che un ragazzo aveva filmato un suo rapporto sessuale. Lei si fidava, parlava con lui ma non poteva mai pensare che quella persona avrebbe fatto girare quel video. Milioni e milioni di visualizzazioni che hanno reso la vita di Tiziana un inferno. Il giudice del Tribunale di Napoli Nord aveva imposto ai social che continuavano a trasmettere il video di eliminarlo dalla rete per il cosiddetto diritto all’oblio.

Quel video hard che lei aveva girato consenziente, ma che poi era stato messo in rete senza il suo consenso aveva trasformato la vita di Tiziana costringendola a cambiare citta’, lavoro e anche a chiedere e ottenere dal tribunale un nuovo cognome.

Sul decesso di Tiziana Cantone si aprono nuovi scenari

A coordinare le indagini, il pm Rossana Esposito che ascoltò la madre di Tiziana e tutte le persone più vicine a lei per ricostruire una storia già nota negli ambienti giudiziari. Tiziana, prima di cadere in una profonda depressione, aveva lottato per ottenere giustizia contro quelle persone di cui lei si fidava ma che poi l’hanno tradita dandola in pasto ad un mondo virtuale che non le ha risparmiato alcun tipo di insulto. Perfino la madre era stata costretta a lasciare il suo lavoro e trasferirsi altrove. Insomma, una storia dolorosissima sulla quale, però, oggi si aprono scenari inediti e inquietanti secondo i quali Tiziana sarebbe infatti stata uccisa.

 

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Link: Cingolani: «Nessun suicidio, Tiziana Cantone fu strangolata» – Il Dubbio

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TIZIANA CANTONE RIMOSSI DA YOU TUBE I VIDEO CON LA SUA VOCE - 13 LUGLIO 2021

 

 

 

 

 

 

41* PARALLELO - CONDANNATO EX CONSULENTE E TROVATI NUOVI INDIZI

CASO TIZIANA CANTONE – EX CONSULENTE CONDANNATO PER AVER RUBATO L’IDENTITÀ ALLA MADRE DELLA VITTIMA E SALVATI GLI ACCOUNT EMAIL E ICLOUD DI TIZIANA.

Un anno fa, grazie ai sistemi di identificazione online adottati da Emme Team, scoprendo l’uso non autorizzato del nome della Sig.ra Giglio, madre di Tiziana Cantone, fu possibile individurarne l’origine dell’indirizzo IP e tracciarlo fino a risalire all’ex consulente che si occupó del caso prima dell'arrivo degli esperti italo-americani.

Grazie alle prove raccolte da Emme Team, il Tribunale di Teramo ha condannatol'ex perito per aver rubato l’identità a Maria Teresa Giglio, aprendo senza permesso un’email PEC sul portale di Aruba, mentre era stato assunto come perito informatico.

Nel frattempo i consulenti della Emme Team sono riusciti ad impedire la cancellazione degli account email in uso alla vittima che stavano per essere disconnessi, a causa del mancato utilizzo per anni.

Così facendo é stato possibile anche salvare i dati rimasti attivi nell’ICloud della vittima, dichiarato dalle precedenti indagini dell’Autorità Giudiziaria vuoto, mentre in realtà sono stati trovati molti indizi, incluso centinaia di nominativi ed i loro contatti telefonici.

Link: Tiziana Cantone, verso la svolta: trovati nuovi indizi. C'è una condanna (41esimoparallelo.it)

 

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Link: Morte Tiziana Cantone, tanti elementi portano a riaprire il caso. Non fu suicidio? (la7.it)

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