I FATTI VOSTRI - 17 GENNAIO 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

TG3 REGIONALE CAMPANIA - 17 GENNAIO 2021

 

 

 

QUARTO GRADO - 15 GENNAIO 2021

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STORIE ITALIANE - 21 GENNAIO 2021

SKYTG24 - 18 GENNAIO 2021

TG5 - 18 NOVEMBRE 2021

STUDIO APERTO - 12 GENNAIO 2021

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TG3 REGIONE CAMPANIA - 12 GENNAIO 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CORRIERE DEL MEZZOGIORNO - CORRIERE DELLA SERA - 12 GENNAIO 2021

Tiziana Cantone, da suicidio a omicidio: ecco perché il caso può riaprirsi

Tracce maschili sulla sciarpa che aveva al collo la ragazza trovata impiccata nell’abitazione di una zia dopo che i suoi video privati con immagini intime erano finite online.

Potrebbe essere riaperto il caso di Tiziana Cantone, la giovane donna morta a Mugnano il 13 settembre del 2016 impiccandosi — è questa finora la versione dell’accaduto — nella cantina dell’abitazione di una zia perché i video privati che la ritraevano erano finiti su internet a sua insaputa. Saranno infatti depositati alla Procura della Repubblica di Napoli Nord i dati, inclusi i contatti telefonici e le attività internet, ottenuti dall’accesso ai suoi account. I contenuti, emergerebbe dalle indagini difensive, erano stati cancellati dall’iPad e dall’iPhone di Tiziana mentre i due apparecchi erano in custodia dei carabinieri che indagavano sulla morte della 31enne. Sulla cancellazione dei dati è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli Nord per frode processuale. L’accesso agli account di Tiziana è stato ottenuto dagli esperti dell’Emme-Team, il gruppo di studi legali con sede a Chicago che assiste da oltre un anno Maria Teresa Giglio, madre della 31enne; le indagini difensive hanno permesso finora non solo di far aprire alla Procura (sostituto Giovanni Corona) il fascicolo per frode processuale (19 le «anomalie» accertate dall’Emme-Team che avrebbero ridotto l’iPhone e l’iPad ad una tabula rasa), ma anche di ipotizzare un nuovo scenario circa la morte di Tiziana, classificata da subito come suicidio.

Per l’Emme-Team, di cui fa parte anche il difensore della Giglio, Salvatore Pettirossi, Tiziana sarebbe stata vittima di un omicidio. La prova sarebbe nella pashmina che la 31enne avrebbe usato per impiccarsi; sul foulard, dissequestrato a novembre su richiesta del legale della Giglio, come scritto dal Mattino nei giorni scorsi sono state infatti rinvenute tracce biologiche maschili, oltre a quelle di Tiziana e della zia, che per prima trovò il corpo della ragazza e le sfilò subito la pashmina che le stringeva il collo. Tali risultanze sono state prodotte alla Procura, che dovrà decidere si riaprire una nuova indagine per omicidio dopo l’archiviazione di quella per istigazione al suicidio. Intanto l’ufficio inquirente avrà a disposizione del materiale rilevante per l’indagine sulla frode processuale e per scandagliare la vita di Tiziana prima della morte; l’accesso agli account — che Emme -Team ha ottenuto da Apple e dalle società proprietarie dei social network, come Facebook, Instagram e Twitter — ha infatti portato alla luce non solo i nomi di tutte le persone con cui Tiziana Cantone era in contatto, ovvero la rubrica telefonica con al suo interno tutti i contatti telefonici e whatsapp, ma anche le prove certificate delle manomissioni avvenute, includendo tra le prove scoperte il numero di telefono dello smartphone usato per l’accesso non autorizzato e la localizzazione di dove ciò è avvenuto.

«Ora — dichiara la madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio — aspetto solo di sapere a chi corrisponde il Dna e chi è la persona che aveva in mano quel telefono usato per manomettere le prove». La figlia, ne è certa, alla fine avrà giustizia. Le indagini difensive farebbero dunque ipotizzare uno scenario del tutto nuovo: quel pomeriggio, nell’abitazione della zia di Tiziana, oltre alle due donne c’era anche un uomo. Un uomo misterioso che, senza che la zia vedesse o udisse nulla di sospetto, per un movente che al momento riesce complicato immaginare, è riuscito a trascinare Tiziana in cantina e a stringerle la sciarpa al collo simulandone il suicidio per impiccagione. Eppure nel locale, ispezionato e fotografato, non furono trovati segni di lotta, che pure avrebbero dovuto esserci se la giovane donna, aggredita contro la sua volontà, avesse cercato di ribellarsi.

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Tiziana Cantone, recuperati i dati cancellati da iPad e iPhone mentre erano in custodia dei carabinieri. Indagine per frode processuale

Per i consulenti della famiglia della 31enne morta nel 2016 non si trattò di suicidio. Tra gli indizi tracce biologiche maschili sulla pashmina che la ragazza aveva al collo al momento in cui su trovata senza vita.

Il caso di Tiziana Cantone, la 31enne trovata senza vita il 13 settembre 2016, non si è ancora del tutto chiuso. Saranno depositati alla Procura di Napoli Nord i dati, inclusi i contatti telefonici e le attività internet, ottenuti dall’accesso agli account della ragazza i cui video privati erano finiti su internet a sua insaputa. I contenuti erano stati cancellati dall’Ipad e dall’Iphone mentre i due apparecchi erano in custodia della polizia giudiziaria (carabinieri) che indagavano sulla sua morte. Sulla cancellazione dei dati è stata aperta un’inchiesta per frode processuale.

L’accesso agli account di Tiziana è stato ottenuto dagli esperti dell’Emme-Team, il gruppo di studi legali con sede a Chicago che assiste da oltre un anno Teresa Giglio (la foto), la madre di Tiziana; le indagini difensive hanno permesso finora non solo di far aprire alla Procura (sostituto procuratore Giovanni Corona) il fascicolo per frode processuale (19 le “anomalie” accertate dall’Emme-Team che avrebbero ridotto i due device ad una tabula rasa), ma anche di ipotizzare un nuovo scenario circa la morte di Tiziana, classificata da subito come suicidio. Per l’Emme-Team, di cui fa parte anche il difensore della Giglio, Salvatore Pettirossi, Tiziana sarebbe stata vittima di un omicidio.

La prova sarebbe nella pashmina che la ragazza avrebbe usato per impiccarsi; sul foulard, dissequestrato a novembre su richiesta del legale della Giglio, sono state infatti rinvenute tracce biologiche maschili, oltre a quelle di Tiziana e della zia, che per prima trovò il corpo della ragazza e le sfilò subito la pashmina che le stringeva il collo.

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STORIE ITALIANE - 13 GENNAIO 2021

Per poter arrivare alla verita' e' necessario conoscere la documentazione, le prove raccolte, i fatti comprovati ed il lavoro di specialisti e tecnici, che hanno lavorato per offrire la soluzione alla vittima o, sfortunatamente, come spesso accade

L

alle loro famiglie, la cui ragione di vita e' dare giustizia a chi hanno perso per sempre. Ed e' questo che la Sig.ra Giglio, madre di Tiziana Cantone, ha voluto spiegare a chi cerca di imporre la propria opinione senza cognizione di causa.

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L'INCHIESTA DE                                         - Dal 27 Dicembre 2020 al 19 Gennaio 2021

EMME TEAM é sempre al fianco di Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, nella ricerca della verita'. Dalla scoperta dei nominativi di chi ha diffuso i video e le immagini, alla scoperta sulla cancellazione dei Iphone e Ipad appartenuti alla vittima, mentre questi erano stati sequestrati, fino a da arrivare al dissequestro di quella che sarebbe dovuta essere l'arma usata da Tiziana per uccidersi. Un lavoro di squadra che sta portando a scoprire cosa e' realmente accaduto quel giorno. Un grazie infinite al giornalista del Mattino Leandro Del Gaudio che per ha voluto raccontare il nostro lavoro. Presto sapremo con certezza cosa é realmente accaduto.

Tale risultanze sono state prodotte alla Procura, che dovrà decidere si riaprire una nuova indagine per omicidio dopo l’archiviazione di quella per istigazione al suicidio. Intanto l’ufficio inquirente avrà a disposizione del materiale ritenuto rilevante dalla famiglia per l’indagine sulla frode processuale e per scandagliare la vita di Tiziana prima della morte; l’accesso agli account – che EMME TEAM ha ottenuto da Apple e dalle società proprietarie dei social network, come Facebook, Instagram e Twitter – ha infatti portato alla luce non solo i nomi di tutte le persone con cui Tiziana Cantone era in contatto, ovvero la rubrica telefonica con al suo interno tutti i contatti telefonici e whatsapp, ma anche le prove certificate delle manomissioni avvenute, includendo tra le prove scoperte il numero di telefono dello smartphone usato per l’accesso non autorizzato e la geo-localizzazione di dove ciò è avvenuto. Nei mesi scorsi, grazie al sistema di identificazione di Emme-Team ribattezzato “metodo Cantone”, sono stati scoperti e denunciati oltre cento presunti responsabili della diffusione dei video privati di Tiziana; quel metodo è ora utilizzato da molte polizie giudiziarie in Italia.

IL FATTO QUOTIDIANO - 12 GENNAIO 2021

 

 

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ALCUNI DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU CASO TIZIANA CANTONE e EMME TEAM L'11 E IL 12 GENNAIO 2021

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12 GENNAIO 2021

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27 DICEMBRE 2020

 

EMME TEAM INTITOLA IL SUO METODO A TIZIANA CANTONE

Revenge porn, centinaia di casi risolti con il «Metodo Cantone»: come funziona.

 

Il «Metodo Cantone», il sistema di identificazione che ha permesso di scoprire e denunciare oltre cento presunti responsabili della diffusione dei video privati di Tiziana Cantone - la 31enne suicidatasi il 13 settembre 2016 - diventa uno degli strumenti principali adottati da alcune Polizia giudiziarie italiane per scoprire le false identità in rete e risolvere casi di «revenge porn»; si tratta esclusivamente di casi emersi sui social che hanno sede negli Usa, i più diffusi, da Facebook a Instagram, da Twitter a Telegram, compagnia da poco passata sotto la giurisdizione del Governo Federale americano. Dopo mesi di «sperimentazione», il metodo è ora ufficialmente usato da Carabinieri e Polizia Postale, che si sono rivolti, per indagini in corso a Venezia, Roma, Cagliari e Milano, agli esperti di Emme Team, il gruppo di studi legali americani ed europei (con sede a Chicago, Los Angeles e in Michigan), che aiuta le vittime di «revenge porn», e che ha ideato il metodo intitolandolo a Tiziana Cantone, vista come simbolo di speranza per tutte le vittime del web. Un metodo diventato ormai un precedente con valore di legge grazie ad una sentenza emessa dal giudice federale del West Michigan, che ha ordinato ai colossi del web di fornire le informazioni necessarie per identificare i responsabili della diffusione di video o immagini private. E così che si è arrivati alla denuncia nei mesi scorsi, alla Procura di Napoli, dei 103 presunti responsabili della diffusione dei video privati di Tiziana Cantone, o a quella di una donna che a Napoli ha rubato l'identità di una minorenne per creare un falso account.

 

Il metodo si basa sull'obbligo giuridico che ogni compagnia ha, negli Stati Uniti, di immagazzinare, senza poterli utilizzare, i dati di chi apre un account sulle proprie pagine, come il numero di cellulare, l'email usata come riferimento e in contemporanea la geo-localizzazione del dispositivo, la marca di quest'ultimo e di conseguenza l'intero traffico internet generato; alla vittima di «revenge porn», basta quindi compilare un modulo sul sito di Emme-Team, e richiedere gratuitamente il blocco dell'immagine. Se è vero infatti che i colossi del web non sono per legge responsabili di ciò che gli utenti postano miliardi di volte ogni giorno sui loro server, lo sono però quando viene violato il diritto d'autore di un testo, di un video, di una foto, o quando se ne faccia un uso improprio, e quando vengano informati tramite questo metodo. 

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IL GIORNO - Inchiesta di Andrea Gianni - 31 Dicembre 2020

I detective del revenge porn bloccano i filmati e denunciano l’ex fidanzato. Il procuratore Mannella: fenomeno preoccupante

 

Laura, nome di fantasia, ha scoperto che un suo filmato intimo era stato pubblicato su Pornhub, uno dei principali siti internet di porno gratuito. Disperata, lo scorso 10 settembre si è rivolta a Emme Team, il gruppo di studi legali americani ed europei che aiuta le vittime di revenge porn, e che ha ideato il “metodo Cantone“, intitolato alla donna che si uccise il 13 settembre 2016. Cinque giorni dopo, il video è stato bloccato e rimosso dal web. Il 9 ottobre è stato identificato con certezza chi lo ha diffuso: l’ex fidanzato della donna, che voleva colpirla dando in pasto i loro rapporti agli utenti del sito. Lo scorso 9 novembre la vittima ha potuto sporgere denuncia alla Procura di Milano.

Matteo, altro nome di fantasia, è stato invece attirato da una avvenente ragazza su Instagram, che lo ha spinto a spogliarsi e a mandarle alcuni scatti per poi ricattarlo: ha chiesto duemila euro, minacciando di diffondere sul web le foto. Anche in questo caso, i “detective del revenge porn“ sono riusciti a risalire al profilo e a sporgere denuncia alla Procura di Milano. Sono solo due delle tante vittime della diffusione virale di video intimi privati, con casi che aumentano di pari passo con la diffusione di social network e sistemi di messaggistica. Le denunce sono solo la punta dell’iceberg, perché molti restano ancora nell’ombra. «Ogni mese riceviamo una decina di denunce», spiega il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella, a capo del pool fasce deboli. «Si tratta di episodi preoccupanti che spesso si collocano in contesti che vedono la commissione di più reati, come ad esempio lo stalking». Un fenomeno relativamente nuovo, ed emerso in tutta la sua drammaticità con il suicidio di Tiziana Cantone, ora figura simbolo della lotta contro il revenge porn. E il «Metodo Cantone», il sistema di identificazione che ha permesso di scoprire e denunciare oltre cento presunti responsabili della condivisione dei filmati della donna, è divenuto uno degli strumenti adottati da alcune polizie giudiziarie per scoprire le false identità in rete e risolvere casi di revenge porn; si tratta esclusivamente di casi emersi sui social che hanno sede negli Usa, i più diffusi, da Facebook a Instagram, da Twitter a Telegram. Dopo mesi di «sperimentazione», il metodo è ora ufficialmente usato da carabinieri e polizia postale, che si sono rivolti, per indagini in corso anche a Milano, agli esperti di EMME TEAM.

Un metodo diventato ormai un precedente con valore di legge grazie ad una sentenza emessa dal giudice federale del West Michigan, che ha ordinato ai colossi del web di fornire le informazioni necessarie per identificare i responsabili della diffusione di video o immagini private. Il metodo si basa sull’obbligo giuridico che ogni compagnia ha, negli Usa, di immagazzinare i dati di chi apre un account, come il numero di cellulare o l’email; alla vittima di revenge porn, basta quindi compilare un modulo sul sito di EMME TEAM , e richiedere gratuitamente il blocco dell’immagine. Metodo applicato anche nei due casi milanesi, con al centro Pornhub e Instagram. Primi risultati ottenuti grazie a una battaglia nella giungla di internet, che ha aperto praterie per la propagazione di materiale proibito. «Ci preoccupa la diffusione di materiale pedopornografico – sottolinea il procuratore aggiunto Letizia Mannella – trasversale a tutte le età e classi sociali, con i fruitori dei video sul “dark web“ che nella maggior parte dei casi diventano anche adescatori di minorenni». 

Emme Team e Tiziana Cantone

 

LEANDRO DEL GAUDIO - INTERVISTA a RADIO CRC - 28 Dicembre 2020

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L'INCHIESTA DE                                         - Dal 15 al 25 Dicembre 2020

EMME TEAM é sempre al fianco di Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, nella ricerca della verita'. Dalla scoperta dei nominativi di chi ha diffuso i video e le immagini, alla scoperta sulla cancellazione dei Iphone e Ipad appartenuti alla vittima, mentre questi erano stati sequestrati, fino a da arrivare al dissequestro di quella che sarebbe dovuta essere l'arma usata da Tiziana per uccidersi. Un lavoro di squadra che sta portando a scoprire cosa e' realmente accaduto quel giorno. Un grazie infinite al giornalista del Mattino Leandro Del Gaudio che per ha voluto raccontare il nostro lavoro. Presto sapremo con certezza quali erano i fatti.

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CASO CANTONE - NUOVE INDAGINI

 

STUDO APERTO - 15 Dicembre 2020

EMME TEAM scopre nuove prove connesse alla pashmina che Tiziana Cantone avrebbe usato per uccidersi. Dopo aver verificato decine di anomalie nella indagini condotte dal 2016, compresa la cancellazione delle memorie dei supporti digitali usati da Tiziana (Iphone, Ipad e Personal Computer) EMME TEAM ottiene per Maria Teresa Giglio, madre della vittima, il dissequestro della prova, che viene subito inviata in un lavoratorio per appure quanti DNA sono presenti sul tessuto e determinare quanto persone fossero presenti quel giorno sulla scena del crimine. Nel frattempo i nostri esperti medici certificano che i segni sul collo di Tiziana non combacianio con quello che avrebbe potuto provocare la pashmina.

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ALCUNI DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU CASO TIZIANA CANTONE e EMME TEAM Dal 15 al 22 DICEMBRE 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

TIZIANA CANTONE - MORTA DOPO I VIDEO HOT IN RETE: FU DAVVERO SUICIDIO?

16 Dicembre 2020 - 

La giovane napoletana, vittima di revenge porn, si sarebbe impiccata 4 anni fa in casa con una pashmina. Ora sarebbe stato aperto un nuovo fascicolo: i segni attorno al suo collo sarebbero incompatibili con quel foulard e qualcuno avrebbe cancellato tracce informatiche sui suoi dispositivi mobili. Roberta Rei aveva incontrato la madre, che non crede al suicidio

Tracce informatiche che sarebbero state cancellate da iPhone e iPad e segni sul suo collo che non sarebbero compatibili con lo strangolamento attraverso delle pashmina.

Su questi due elementi si basa l’apertura di un nuovo fascicolo nelle indagini sulla morte di Tiziana Cantone, la giovane napoletana che si sarebbe suicidata il 13 settembre del 2016 dopo che numerosi suoi video hot erano stati diffusi in rete.

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CASO CANTONE - NUOVE INDAGINI

 

VITA IN DIRETTA - 16 Dicembre 2020

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TIZIANA CANTONE - RIPARTONO LE INDAGINI:

SOTTO ESAME LA PASHMINA USATA PER IL SUICIDIO

15 Dicembre 2020 - Ripartono le indagini sulla morte di Tiziana Cantone, la 31enne che nel 2016 si è tolta la vita perché vittima di bullismo online dopo la diffusione di alcuni video personali. Maria Teresa Giglio, madre della ragazza, ha ottenuto il dissequestro della pashmina con cui la giovane si sarebbe impiccata nella villa di famiglia a Casalanuovo.

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Ripartono, anzi, iniziano da zero le indagini sulla morte di Tiziana Cantone, la 31enne che nel 2016 si è tolta la vita perché vittima di bullismo online dopo la diffusione di alcuni video personali. Maria Teresa Giglio, madre della ragazza, ha ottenuto il dissequestro della pashmina con cui la ragazza si sarebbe impiccata a un attrezzo ginnico nella cantinetta della villa di famiglia a Casalanuovo. A quattro anni dal decesso, archiviato come suicidio, tanto che non è stata effettuata l'autopsia sulla salma, i magistrati della Procura di Napoli Nord starebbero indagando sul caso sulla nuova ipotesi di reato la frode processuale.

Al centro delle indagini ci sarebbe anche la cancellazione dei dati informatici dai device in uso a Tiziana, riscontrati dai consulenti di parte civile e il segno intorno al collo della ragazza che, sempre secondo i consulenti della famiglia, potrebbero essere incongruenti con la pashmina. La morte della ragazza risale al settembre 2016, quando, dopo un periodo passato in sordina, seminascosta nella villa di famiglia per sfuggire agli sguardi e ai commenti altrui, Tiziana è stata trovata morta.

La ragazza era stata vittima della diffusione incontrollata e virale di alcuni video intimi. A denunciarne la diffusione era stata proprio Tiziana insieme all'allora compagno. 

Da quel momento le immagini erano rimbalzate da un server all'altro....

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Link: https://www.fanpage.it/napoli/tiziana-cantone-ripartono-le-indagini-sotto-esame-la-pashmina-usata-per-il-suicidio/shmina-usata-per-il-suicidioge.it/

Maria Teresa Giglio e l'Avv. Salvatore Pettirossi intervistati da Eleonora Daniele a "Storie Italiane", raccontano il Metodo Emme, come e' stato possibile scoprire nuovi elementi sul Caso Tiziana Cantone e come finalmente si possono identificare stalkers, haters e falsi profili sui Social Network.

EMME TEAM iniziando nel Giugno 2019 é riuscito, dopo tre anni di inutili tentativi da parte di esperti informatici e consulenti legali e paralegali ha bloccare i video di Tiziana Cantone nel web, portando all'identificazione di 103 persone direttamente coinvolte nel caricamento e successivamente nella diffusione dei video intimi di Tiziana. Grazie all'attività del gruppo e l'applicazione delle leggi statunitensi, dove i server internet risiedono, EMME TEAM ha creato un sistema di monitoraggio che ha portato, per il solo caso Cantone, a 21 denunce contro noti e a 1 denuncia contro ignoti, per minacce telefoniche alla Sig.ra Giglio, madre di Tiziana Cantone, all'individuazione e cancellazione di 62 video parodie create per colpire l'immagine di Tiziana e postate in streaming e, tramite corte federale, all'individuazione e denuncia dei responsabili, alla scoperta della manomissione dei dispositivi sequestrati a Tiziana dopo la sua morte e a innumerevoli indizi che hanno finalmente permesso di portare in una Corte Italiana luce su cosa é realmente accaduto quel 15 Luglio 2016. Nuove indagini sono in corso e si sta aspettando dalla Corte Federale Statunitense le informazioni che porteranno all'identificazione di chi sta ancora oggi provando a diffondere il video su WhatsApp e Telegram.

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Link: https://www.raiplay.it/video/2020/09/Storie-italiane-e381cb55-9577-4155-90bf-0e8c356884f5.html

SUICIDIO DI TIZIANA CANTONE: CANCELLATA LA MEMORIA DI TELEFONO E TABLET. LA PROCURA RIAPRE IL CASO.

di Chiara Meattelli - 13 Settembre 2020

LOS ANGELES. È un caso che ha fatto molto parlare quello di Tiziana Cantone, la ragazza morta suicida dopo che alcuni video hot trapelati in rete e diventati virali, l’avevano condannata all'umiliazione di una gogna mediatica infernale. Trovata impiccata nello scantinato della sua abitazione il 13 settembre del 2016, il caso è stato archiviato come suicidio ma a 4 anni dalla scomparsa della trentatreenne di Napoli emergono novità che hanno portato alla sua riapertura: un nuovo pubblico magistrato è stato appena assegnato, il giallo è ancora irrisolto.

«Le memorie dello smartphone e del tablet di mia figlia sono state cancellate mentre erano in custodia della polizia giudiziaria come prova» è la rivelazione di Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana, che ha realizzato la scoperta grazie a una perizia tecnica effettuata da Emme Team, il gruppo di investigatori informatici e legali, italiani e statunitensi, ai quali si è affidata e che da un anno la seguono. Lo scorso luglio la Giglio aveva infatti inviato negli Stati Uniti i dispositivi della figlia sequestrati dalle autorità giudiziarie il giorno della sua morte e poi restituiti, al fine di sottoporli a investigazioni che potessero raccogliere nuovi elementi. Così si è riuscito a determinare il giorno in cui le memorie sono state formattate e con quali procedure sono state manomesse, fino a scoprire la sparizione della sim del tablet e la sostituzione di quella nello smartphone con una scheda bianca al posto dell'originale Vodafone della Cantone, attualmente andata perduta. Dalla ricostruzione della madre, centrale sarebbe stato l'intervento degli investigatori privati che ha portando all’identificazione di 103 responsabili: da chi materialmente caricò i filmati a quelli che ne permisero la condivisione sui siti pornografici.

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TIZIANA CANTONE, LA MADRE A STORIE ITALIANE: CASO RIAPERTO GRAZIE A TEAM DI ESPERTI USA

16 Settembre 2020

ROMA - Tiziana Cantone torna a far discutere il caso della giovane napoletana morta suicida nel 2016. Lunga e drammatica testimonianza della signora Maria Teresa Giglio, mamma di Tiziana Cantone: «Devo ringraziare un team di esperti americani grazie ai quali ho potuto presentare un esposto molto complesso contenente tutte le prove da loro raccolte» ha dichiarato Maria Teresa a Rai1. Tiziana Cantone mise fine alla sua vita in seguito alla diffusione in rete di alcuni video hot che la ritraevano durante un rapporto sessuale. Ospitata in studio da Eleonora Daniele....

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https://www.lastampa.it/cronaca/2020/09/13/news/suicidio-di-tiziana-cantone-cancellata-la-memoria-di-telefono-e-tablet-la-procura-riapre-il-caso-1.39298697

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Emme Team

BLOCCARE I VIDEO E' POSSIBILE

 

RAI1 - 11 Luglio 2020

Maria Teresa Giglio, in collegamento con la Vita in Diretta Estate, racconta alla vita in diretta come é possibile fermare il Revenge Porn con il Metodo dell'EMME TEAM.

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REVENGE PORN

 

RAI1 - 18 Luglio 2020

Maria Teresa Giglio, in collegamento con la Vita in Diretta Estate, spiega le procedure che permettono di combattere il Revenge Porn con il Metodo dell'EMME TEAM.

Copyright © 2020 - RAI RAdiotelevisione Italiana Spa

Linkhttps://www.raiplay.it/programmi/lavitaindirettaestate

SMARTPHONE E IPAD DI TIZIANA MANOMESSI

 

STUDO APERTO - 14 Luglio 2020

EMME, una volta trasferiti lo smartphone e l'ipad posseduti da Tiziana Cantone negli Stati Uniti, ha permesso di scoprire la manomissione degli stessi, mentre questi erano in possesso dalle Autorità Giudiziarie Italine, con la cancellazione dei dati e prove contenuti al loro interno. Grazie a queste nuove informazioni, Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, ha potuto presentare un esposto alla Procura di Napoli, facendo iniziare le indagini su quanto e' in realta' accaduto.

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Emme Team

MARIA TERESA GIGLIO

 

EMME ringrazia la Sig.ra Giglio, madre di Tiziana Cantone, per il Suo impegno contro il Revenge Porn e la diffusione di materiale video e fotografico non autorizzato in rete. E'  un onore lottare al Suo fianco ogni giorno, affinché questo crimine possa essere combattuto in modo efficate.

 

Grazie sempre Maria Teresa.

Il Servizio di Blocco dei Video e Fotografie

del Revenge Porn Gratuito é dedicato alla Tua Tiziana.

Fanpage.it racconto come è oggi possibile trovare i responsabili della diffusione di materiale pedo-pornografico e e Revenge Porn anche su Telegram grazie all'utilizzo dei sistemi applicati da EMME TEAM, tramite le leggi federali statunitensi in materia di copyright. Sistemi investigativi e legali che hanno anche portato a scoprire la verita' su telefono e ipad possieduti da Tiziana Cantone, prima della sua morte.

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